Odore di prato appena tagliato.
Questo, è uno di quegli odori che mi ricorda l'infanzia.
Uno di quegli odori che mi ricorda una bambina dai lunghi capelli rossi correre e ridere senza un motivo.
Nell'aria vi è ancora la memoria dell'inverno.
Dolci fili argentati immersi nel blu dei miei occhi.
Mi sembra tutto così bello, ora.
Mi sembra tutto così irreale, ora.
Persino il mio respiro emozionato come la prima volta.
Cadano nella mia testa immagini al sapore di felicità, quasi fossero fiocchi di neve.
Mi accendo una sigaretta e assaporo la tua anima.
Mi volto e ti vedo arrivare.
Solita camminata, solito sorriso, solita armonia nei tuoi gesti.
Mentre ti guardo sento il cuore esplodere.
Quanto è stato? Un giorno? Un mese? Un anno?
Per quanto tempo non ho potuto vederti venirmi incontro in quel modo che solo tu sai fare?
Non lo so.
Troppo, questo è certo.
E sai, non ce la faccio. Mi alzo e corro verso di te.
Sento gli occhi gonfiarsi di lacrime e il respiro venir rubato sempre più.
Al contatto i nostri corpi fanno quasi male.
Mi stringo così maledettamente forte a te da riuscire quasi a percepire ogni tuo singolo segreto.
I miei capelli ti stanno soffocando, lo so.
E il tuo profumo soffoca anche me.
Chiudo gli occhi quasi per ricordarmi che non sto sognando e che, cazzo, sei qui.
Perdona la voce, perdona le lacrime, perdona la felicità e ti prego ascoltami.
"Non lasciarmi ancora, ti prego"
Tu mi sussurri solo di stare zitta.
Sto zitta.
Mi stringi ancora più forte come se sapessi che tutto questo non mi puo' uccidere, eppure il mio cuore scoppia e non lo so...non lo so.
Mi sposti i capelli, mi coccoli il viso e delicata la tua pelle si sfiora con la mia.
Mi baci, non fai altro.
Mi baci e io mi sento morire.
Ogni centimetro di me sembra non volermi appartenere.
Sono tua. Così maledettamente tua.
Ancora.
La mattina quando mi sono svegliata, piangevo.
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