Ti guardo, donna.
Sei lì. In piedi davanti a me.
Accendi la tua sigaretta con una grazia innata, probabilmente nemmeno sai quanti uomini ci muoiono in quella piccola piega delle tue labbra.
Fai il primo tiro e rilasci il fumo quasi volessi rubare la bellezza a chiunque altro.
Sei lì. Immersa nei tuoi pensieri.
Pensi, rimugini, ti struggi.
Costruisci una vita, un'amore dentro la tua anima.
E poi arriva il solito spavaldo.
Ti si avvicina, e non sa che mai e poi mai potrà prenderti.
Nemmeno lo senti il suo sguardo addosso, non te ne curi nemmeno.
Forse è proprio questo che ti rende così, così bella.
E già ti immagino quando ti domanderà se un'uomo ce l'hai e tu abbasserai lo sguardo senza dire niente.
Non le merita le tue parole, lui, che non sente, non comprende nemmeno lontanamente quello che hai dentro.
Tu, donna.
- Tutte le donne desiderano addormentarsi sulla spalla di un'uomo
- Gli uomini russano ed io ho l'orecchio musicale
Questo rispondi stizzita ed arrogante.
E cazzo, dovresti vederti.
Lì, in piedi, con quella sigaretta, con quello sguardo così maledettamente arrogante ed irragiungibile.
Se solo sapessi quanto bella sei mentre lo distruggi con una sola frase.
E sei bella, così bella.
Ed è proprio questo che ti rende così fottutamente bella: quell'arroganza innata nascosta nella tua dolcezza.
Sì. è la verità.
A voi mie donne che arroganti siete ma con amore, e infinitamente mie.
lunedì 30 marzo 2009
giovedì 26 marzo 2009
Miss you.
Odore di prato appena tagliato.
Questo, è uno di quegli odori che mi ricorda l'infanzia.
Uno di quegli odori che mi ricorda una bambina dai lunghi capelli rossi correre e ridere senza un motivo.
Nell'aria vi è ancora la memoria dell'inverno.
Dolci fili argentati immersi nel blu dei miei occhi.
Mi sembra tutto così bello, ora.
Mi sembra tutto così irreale, ora.
Persino il mio respiro emozionato come la prima volta.
Cadano nella mia testa immagini al sapore di felicità, quasi fossero fiocchi di neve.
Mi accendo una sigaretta e assaporo la tua anima.
Mi volto e ti vedo arrivare.
Solita camminata, solito sorriso, solita armonia nei tuoi gesti.
Mentre ti guardo sento il cuore esplodere.
Quanto è stato? Un giorno? Un mese? Un anno?
Per quanto tempo non ho potuto vederti venirmi incontro in quel modo che solo tu sai fare?
Non lo so.
Troppo, questo è certo.
E sai, non ce la faccio. Mi alzo e corro verso di te.
Sento gli occhi gonfiarsi di lacrime e il respiro venir rubato sempre più.
Al contatto i nostri corpi fanno quasi male.
Mi stringo così maledettamente forte a te da riuscire quasi a percepire ogni tuo singolo segreto.
I miei capelli ti stanno soffocando, lo so.
E il tuo profumo soffoca anche me.
Chiudo gli occhi quasi per ricordarmi che non sto sognando e che, cazzo, sei qui.
Perdona la voce, perdona le lacrime, perdona la felicità e ti prego ascoltami.
"Non lasciarmi ancora, ti prego"
Tu mi sussurri solo di stare zitta.
Sto zitta.
Mi stringi ancora più forte come se sapessi che tutto questo non mi puo' uccidere, eppure il mio cuore scoppia e non lo so...non lo so.
Mi sposti i capelli, mi coccoli il viso e delicata la tua pelle si sfiora con la mia.
Mi baci, non fai altro.
Mi baci e io mi sento morire.
Ogni centimetro di me sembra non volermi appartenere.
Sono tua. Così maledettamente tua.
Ancora.
La mattina quando mi sono svegliata, piangevo.
Questo, è uno di quegli odori che mi ricorda l'infanzia.
Uno di quegli odori che mi ricorda una bambina dai lunghi capelli rossi correre e ridere senza un motivo.
Nell'aria vi è ancora la memoria dell'inverno.
Dolci fili argentati immersi nel blu dei miei occhi.
Mi sembra tutto così bello, ora.
Mi sembra tutto così irreale, ora.
Persino il mio respiro emozionato come la prima volta.
Cadano nella mia testa immagini al sapore di felicità, quasi fossero fiocchi di neve.
Mi accendo una sigaretta e assaporo la tua anima.
Mi volto e ti vedo arrivare.
Solita camminata, solito sorriso, solita armonia nei tuoi gesti.
Mentre ti guardo sento il cuore esplodere.
Quanto è stato? Un giorno? Un mese? Un anno?
Per quanto tempo non ho potuto vederti venirmi incontro in quel modo che solo tu sai fare?
Non lo so.
Troppo, questo è certo.
E sai, non ce la faccio. Mi alzo e corro verso di te.
Sento gli occhi gonfiarsi di lacrime e il respiro venir rubato sempre più.
Al contatto i nostri corpi fanno quasi male.
Mi stringo così maledettamente forte a te da riuscire quasi a percepire ogni tuo singolo segreto.
I miei capelli ti stanno soffocando, lo so.
E il tuo profumo soffoca anche me.
Chiudo gli occhi quasi per ricordarmi che non sto sognando e che, cazzo, sei qui.
Perdona la voce, perdona le lacrime, perdona la felicità e ti prego ascoltami.
"Non lasciarmi ancora, ti prego"
Tu mi sussurri solo di stare zitta.
Sto zitta.
Mi stringi ancora più forte come se sapessi che tutto questo non mi puo' uccidere, eppure il mio cuore scoppia e non lo so...non lo so.
Mi sposti i capelli, mi coccoli il viso e delicata la tua pelle si sfiora con la mia.
Mi baci, non fai altro.
Mi baci e io mi sento morire.
Ogni centimetro di me sembra non volermi appartenere.
Sono tua. Così maledettamente tua.
Ancora.
La mattina quando mi sono svegliata, piangevo.
lunedì 23 marzo 2009
Noi - Richard Mason.
Mentre la non-eco-guerriera si infila una maglia aderente sul corpo sottile, chiaramente decisa ad andarsene, le voci si attenuano. Non cessano, intendiamoci, non si interrompono mai. Ma si fanno in effetti più quiete, più facili da ignorare. La vodka ha incominciato a colpire il bersaglio.
Una però non vuole saperne di stare zitta. È la voce venuta a ricordarmi che da quando mi sono svegliato con la non-eco-guerriera non ho ancora pensato a Maggie. So per esperienza che per ammutolire questo piccolo demonio occorre un mucchio di vodka, percio' sono in grado di valutare il rapporto dolore/favore e di concludere che il silenzio a qualunque prezzo non descrive la mia filosofia. Credetemi, non è perchè penso di doverla pensare. Sono passati tredici anni, otto mesi e sei giorni dalla sua morte. Non è nemmeno perchè penso che Maggie vorrebbe che la pensassi. Non penso neppure che vorrebbe sapere che penso che la dovrei pensare. È solo che la penso sempre. Prima o poi. Alla fine. Non passa giorno senza che me ne ricordi. Senza che le voci descrivano quel buco marrone tendente al grigio che si è lasciata alle spalle.
Non che la memoria sia sempre benevola o limpida. Ma sarebbe poi meglio lo fosse? Non credo. Dimentichiamo certe cose perchè d'istinto sappiamo quanto materiale riusciamo a gestire. Dunque, a che scopo combattere contro una strategia di sopravvivenza antica come la specie?
Ci sono anche alcuni svantaggi, però. Faccio fatica, adesso, a ricordare dettagli che avrei giurato di non poter mai dimenticare. Sciocchezze, tipo l'odore che aveva al mattino appena sveglia, o l'espressione del viso mentre suonava Chopin. Il timbro chiaro della sua voce e la sua risata di gola.
A essere sincero, temo di averla quasi inventata io quella risata. Può una persona reale produrre qualcosa di tanto adorabile? Un concentrato perfetto e complesso di gioia e colore, attraversato da lampi d'argento e di fucsia in lontananze remote. È questo che mi preoccupa. Ho fatto di Maggie un monumento e se lei lo sapesse non potrebbe mai perdonarmelo. [...]
cit. Richard Mason - Noi
Quanti ricordi.
Gran bel libro, mi ripeto. Gran bel libro.
Bei momenti, bei ricordi e tanta voglia di scappare.
Una però non vuole saperne di stare zitta. È la voce venuta a ricordarmi che da quando mi sono svegliato con la non-eco-guerriera non ho ancora pensato a Maggie. So per esperienza che per ammutolire questo piccolo demonio occorre un mucchio di vodka, percio' sono in grado di valutare il rapporto dolore/favore e di concludere che il silenzio a qualunque prezzo non descrive la mia filosofia. Credetemi, non è perchè penso di doverla pensare. Sono passati tredici anni, otto mesi e sei giorni dalla sua morte. Non è nemmeno perchè penso che Maggie vorrebbe che la pensassi. Non penso neppure che vorrebbe sapere che penso che la dovrei pensare. È solo che la penso sempre. Prima o poi. Alla fine. Non passa giorno senza che me ne ricordi. Senza che le voci descrivano quel buco marrone tendente al grigio che si è lasciata alle spalle.
Non che la memoria sia sempre benevola o limpida. Ma sarebbe poi meglio lo fosse? Non credo. Dimentichiamo certe cose perchè d'istinto sappiamo quanto materiale riusciamo a gestire. Dunque, a che scopo combattere contro una strategia di sopravvivenza antica come la specie?
Ci sono anche alcuni svantaggi, però. Faccio fatica, adesso, a ricordare dettagli che avrei giurato di non poter mai dimenticare. Sciocchezze, tipo l'odore che aveva al mattino appena sveglia, o l'espressione del viso mentre suonava Chopin. Il timbro chiaro della sua voce e la sua risata di gola.
A essere sincero, temo di averla quasi inventata io quella risata. Può una persona reale produrre qualcosa di tanto adorabile? Un concentrato perfetto e complesso di gioia e colore, attraversato da lampi d'argento e di fucsia in lontananze remote. È questo che mi preoccupa. Ho fatto di Maggie un monumento e se lei lo sapesse non potrebbe mai perdonarmelo. [...]
cit. Richard Mason - Noi
Quanti ricordi.
Gran bel libro, mi ripeto. Gran bel libro.
Bei momenti, bei ricordi e tanta voglia di scappare.
giovedì 19 marzo 2009
Sognami.
Se solo sentissi quello che sento io, ora.
Tu, disteso accanto a me.
Hai un profumo così dolce.
Mi guardi.
Abbasso lo sguardo perchè non riesco a reggere il tuo.
Dentro a quei tuoi occhi ci vedo un universo, io.
Dentro a quei tuoi occhi ci sento il mio respiro, io.
Mi guardi con quella dolcezza che mi uccide.
Sì, mi uccidi dentro.
Mi guardi con quei tuoi occhi e ti porti via la mia anima ed il mio cuore.
Se solo sapessi quello che penso io, ora.
Tu, disteso accanto a me.
Hai un sorriso così dolce.
Giochi con le tue dita tra il mio collo ed i miei capelli.
Lunghi e docili brividi mi percorrono la schiena.
"Guardami" dici, e io non ce la faccio.
Però mi alzi il viso cosicchè i nostri sguardi si incrocino, ancora.
Io non lo so che mi hai fatto, non lo voglio sapere.
Magia o illusione che sia.
E in quello sguardo ci vedo una dolcezza infinita.
E in quello sguardo ci sento un po' della mia felicità, io.
Stringimi, ti prego.
Stringimi così forte da farmi mancare il respiro.
Stringimi così forte da farmi tua, oggi.
Sorridi e in quel momento tutte le mie certezze vanno a puttane.
Non mi interessa chi io sia, non mi interessa chi tu sia, non mi interessa nemmeno sapere se tutto questo è un sogno.
Io, voglio solo poter stare così. Ancora.
Qui, su questo fiume, sotto a questo albero, con il sole che mi scalda la pelle.
Insieme a te.
Timida mi nascondo tra il tuo collo e la tua spalla.
Mi manca il respiro.
Mi fai mancare il respiro.
Ti prego, se questo è un sogno non svegliarmi.
Si mio e basta.
Mi basta poterti stringere, per sentire il mio cuore vacillare.
Sai, un giorno ti chiederò d'amarmi sconosciuto che mi hai rapito il cuore.
"Perchè sorridi?"
"Perchè sono felice" rispondo
Say
Tu, disteso accanto a me.
Hai un profumo così dolce.
Mi guardi.
Abbasso lo sguardo perchè non riesco a reggere il tuo.
Dentro a quei tuoi occhi ci vedo un universo, io.
Dentro a quei tuoi occhi ci sento il mio respiro, io.
Mi guardi con quella dolcezza che mi uccide.
Sì, mi uccidi dentro.
Mi guardi con quei tuoi occhi e ti porti via la mia anima ed il mio cuore.
Se solo sapessi quello che penso io, ora.
Tu, disteso accanto a me.
Hai un sorriso così dolce.
Giochi con le tue dita tra il mio collo ed i miei capelli.
Lunghi e docili brividi mi percorrono la schiena.
"Guardami" dici, e io non ce la faccio.
Però mi alzi il viso cosicchè i nostri sguardi si incrocino, ancora.
Io non lo so che mi hai fatto, non lo voglio sapere.
Magia o illusione che sia.
E in quello sguardo ci vedo una dolcezza infinita.
E in quello sguardo ci sento un po' della mia felicità, io.
Stringimi, ti prego.
Stringimi così forte da farmi mancare il respiro.
Stringimi così forte da farmi tua, oggi.
Sorridi e in quel momento tutte le mie certezze vanno a puttane.
Non mi interessa chi io sia, non mi interessa chi tu sia, non mi interessa nemmeno sapere se tutto questo è un sogno.
Io, voglio solo poter stare così. Ancora.
Qui, su questo fiume, sotto a questo albero, con il sole che mi scalda la pelle.
Insieme a te.
Timida mi nascondo tra il tuo collo e la tua spalla.
Mi manca il respiro.
Mi fai mancare il respiro.
Ti prego, se questo è un sogno non svegliarmi.
Si mio e basta.
Mi basta poterti stringere, per sentire il mio cuore vacillare.
Sai, un giorno ti chiederò d'amarmi sconosciuto che mi hai rapito il cuore.
"Perchè sorridi?"
"Perchè sono felice" rispondo
Say
mercoledì 18 marzo 2009
Nude
Starei qui ore, a fissarti.
Colgo ogni particolare, ogni minimo istante diventa dentro la mia anima qualcosa di unico.
Tu, non lo sai, ma ti sto vivendo.
Assaporo la tua anima tra i tuoi occhi e le tue labbra.
Caldi occhi, dolci labbra, e quel profumo.
Sai di camomilla e amore.
Ascoltando il tuo respiro vicino a me.
Potrei morire ora e pregare il cielo che mai nessuno riesca a sentire tutto questo.
Cielo tinto d'azzurro e sole incandescente.
Mi nascondo tra la mia felpa e guardo lontano.
Tu, non lo sai, ma sto piangendo.
O se non altro lo fa la mia anima.
Piango lacrime di felicità.
In ognuna posso scorgere un nostro ricordo. Un nostro momento.
In ognuna posso scorgere una parte della mia anima volare via ed appartenerti.
Sento gli occhi gonfiarsi di lacrime e, in segreto, contemplarti.
Mentre sei qui, steso accanto a me.
Io, non riesco a fare altro se non sentire i nostri cuori battere all'unisono.
Ancora, ancora...
Sempre.
Colgo ogni particolare, ogni minimo istante diventa dentro la mia anima qualcosa di unico.
Tu, non lo sai, ma ti sto vivendo.
Assaporo la tua anima tra i tuoi occhi e le tue labbra.
Caldi occhi, dolci labbra, e quel profumo.
Sai di camomilla e amore.
Ascoltando il tuo respiro vicino a me.
Potrei morire ora e pregare il cielo che mai nessuno riesca a sentire tutto questo.
Cielo tinto d'azzurro e sole incandescente.
Mi nascondo tra la mia felpa e guardo lontano.
Tu, non lo sai, ma sto piangendo.
O se non altro lo fa la mia anima.
Piango lacrime di felicità.
In ognuna posso scorgere un nostro ricordo. Un nostro momento.
In ognuna posso scorgere una parte della mia anima volare via ed appartenerti.
Sento gli occhi gonfiarsi di lacrime e, in segreto, contemplarti.
Mentre sei qui, steso accanto a me.
Io, non riesco a fare altro se non sentire i nostri cuori battere all'unisono.
Ancora, ancora...
Sempre.
La ragazza con la valigia - 20. Secret
Non so come fai.
Non lo so, davvero.
Non parliamo e ci chiudiamo la porta della stanza alle spalle.
Non vi è musica di sottofondo, oppure sì. Mi sembra. Chissà.
Mi prendi i fianchi, e mi conosci così bene da non sbagliare mai.
Mi spogli come se fossi l'unica, come se fossi sempre stata l'unica.
Conosci i miei punti deboli e i miei difetti.
Mi baci con le tue calde labbra sensuali sul collo.
Adori i miei corti capelli qua e là in danze di baci e coccole segrete.
Sfili la maglietta, e delicatamente io apro la tua camicia.
Nera. Hai sempre adorato quella camicia nera. Anche io, ma non lo saprai mai.
Ho i brividi, e li senti, come io sento i tuoi.
Non parliamo. Questa è il nostro segreto, l'amore perfetto, il silenzio.
Forse perchè il silenzio dice più verita rispetto a quanto facciano le parole o forse perchè di parole io e te ne abbiamo già spese tante.
Già, io e te.
Senza rendercene conto ci ritroviamo l'uno davanti all'altro con i vestiti ai nostri piedi e l'amore nelle vene.
Mi baci.
E questo bacio, sì proprio questo parla di noi.
Parla di quella notte passata in un caldo letto all'ombra della luna.
Facciamo l'amore.
Sì.
Sento il tuo corpo caldo e tremante fuso nel mio.
Sento ogni goccia del mio sangue parlare di te.
Il tuo respiro spezzato, il mio pesante.
Sento di nuovo la tua pelle sotto le mie dita.
Ti stringo a me perchè io senza di te non ce la faccio. Lo sai.
E ora.
Sì cazzo, ora.
Voglio che tutto finisca, voglio che tutto il mondo muoia insieme a noi, voglio che tutti possano sentire questo, voglio che tutto scompaia e voglio ritrovarmi domani mattina qui, con te.
Con te che mi sai ancora far venire i brividi.
Con te che mi sai ancora amare.
Con te che io non riesco a non amare.
Con te. Mathieu.
Non lo so, davvero.
Non parliamo e ci chiudiamo la porta della stanza alle spalle.
Non vi è musica di sottofondo, oppure sì. Mi sembra. Chissà.
Mi prendi i fianchi, e mi conosci così bene da non sbagliare mai.
Mi spogli come se fossi l'unica, come se fossi sempre stata l'unica.
Conosci i miei punti deboli e i miei difetti.
Mi baci con le tue calde labbra sensuali sul collo.
Adori i miei corti capelli qua e là in danze di baci e coccole segrete.
Sfili la maglietta, e delicatamente io apro la tua camicia.
Nera. Hai sempre adorato quella camicia nera. Anche io, ma non lo saprai mai.
Ho i brividi, e li senti, come io sento i tuoi.
Non parliamo. Questa è il nostro segreto, l'amore perfetto, il silenzio.
Forse perchè il silenzio dice più verita rispetto a quanto facciano le parole o forse perchè di parole io e te ne abbiamo già spese tante.
Già, io e te.
Senza rendercene conto ci ritroviamo l'uno davanti all'altro con i vestiti ai nostri piedi e l'amore nelle vene.
Mi baci.
E questo bacio, sì proprio questo parla di noi.
Parla di quella notte passata in un caldo letto all'ombra della luna.
Facciamo l'amore.
Sì.
Sento il tuo corpo caldo e tremante fuso nel mio.
Sento ogni goccia del mio sangue parlare di te.
Il tuo respiro spezzato, il mio pesante.
Sento di nuovo la tua pelle sotto le mie dita.
Ti stringo a me perchè io senza di te non ce la faccio. Lo sai.
E ora.
Sì cazzo, ora.
Voglio che tutto finisca, voglio che tutto il mondo muoia insieme a noi, voglio che tutti possano sentire questo, voglio che tutto scompaia e voglio ritrovarmi domani mattina qui, con te.
Con te che mi sai ancora far venire i brividi.
Con te che mi sai ancora amare.
Con te che io non riesco a non amare.
Con te. Mathieu.
domenica 15 marzo 2009
Radiohead&Cigarettes
Il mio ipod spara una canzone a tutto volume.
Fluttuano note calde nelle immensità della mia anima.
Leggere si impadroniscono di me, assaporando frammenti nascosti da un sorriso.
No matter what happens now I won't be afraid
Fa così freddo, stasera, come quel giorno.
Mi tremano le gambe e le mani e le labbra iniziano a farsi viola.
Ricordo il tuo sguardo e il mio sorriso nascosto tra i lembi della tua giacca.
Ricordo il cielo, di quel giorno.
Bianco, candido, infranto dai rami di quell'albero.
E tu, lo ricordi?
Il vento coccola i capelli, gli occhi si chiudono.
Nascosta da quegli occhi colore del mare, penso.
Ascolto leggero il cuore morire negli intervalli di questa canzone.
Chissà cosa pensi tu. Ora.
Mentre ti sto accanto percepisco ogni singolo dettaglio.
La delicatezza della tua pelle, le tue mani che giocano tra il mio collo e la mia spalla, i tuoi occhi che, non lo so ma, sembrano volermi portar via.
Tu non lo sai ma sento i miei occhi riempirsi di mare e desiderare solo di poter stare così, ancora.
Because I know today has been the most perfect day I've ever seen
Fluttuano note calde nelle immensità della mia anima.
Leggere si impadroniscono di me, assaporando frammenti nascosti da un sorriso.
No matter what happens now I won't be afraid
Fa così freddo, stasera, come quel giorno.
Mi tremano le gambe e le mani e le labbra iniziano a farsi viola.
Ricordo il tuo sguardo e il mio sorriso nascosto tra i lembi della tua giacca.
Ricordo il cielo, di quel giorno.
Bianco, candido, infranto dai rami di quell'albero.
E tu, lo ricordi?
Il vento coccola i capelli, gli occhi si chiudono.
Nascosta da quegli occhi colore del mare, penso.
Ascolto leggero il cuore morire negli intervalli di questa canzone.
Chissà cosa pensi tu. Ora.
Mentre ti sto accanto percepisco ogni singolo dettaglio.
La delicatezza della tua pelle, le tue mani che giocano tra il mio collo e la mia spalla, i tuoi occhi che, non lo so ma, sembrano volermi portar via.
Tu non lo sai ma sento i miei occhi riempirsi di mare e desiderare solo di poter stare così, ancora.
Because I know today has been the most perfect day I've ever seen
venerdì 13 marzo 2009
Sentire.
"Come stai?"
Che domanda del cazzo. Fare una domanda del genere presuppone ascoltare qualcun'altro al di fuori di te stesso e non ne sei mai stato capace, forse non ne sarai mai capace. L'arroganza che sento in quelle otto lettere mi innervosisce. Credi davvero che io riesca ad esprimere tutto cio' che sento, tutto cio' che compone il mio umore di questo momento in meno di qualche secondo?
Stolto.
Che domanda del cazzo. Odio le domande aventi risposte che a nessuno interessano, odio le domande aventi risposte false nella maggior parte dei casi.
Odio te, forse.
Penso che se ti rispondessi la verità non ci crederesti. Del resto tu credi solo a te stesso.
Penso che se ti rispondessi sinceramente ti stupiresti di cio' che c'è dentro, sì, di quello che sta dentro a quel corpo che tanto ti ha affascinato.
Se ti rispondessi la verità non avresti nemmeno il coraggio di guardarmi negli occhi.
L'arroganza che vedo sul tuo viso mi innervosisce ancora di più, vedo la tua convinzione di sapere tutto di me, persino la risposta a questa domanda.
Tiro fuori il pacchetto di sigarette, ne sfilo una e la poggio tra le labbra.
Il calore della fiamma ne brucia il tabacco e vorrei tanto bruciasse anche cio' che rimane di me stessa in questo momento.
Un tiro, il primo.
Ho voglia di piangere.
Ho voglia di mandarti a fanculo, però con poca dolcezza.
Poi, ti guardo, e dentro ai tuoi occhi ci vedo quella voglia di potermi far sentire male.
Penso tutto questo nel giro di un minuto e mi sento logorare l'anima. Ancora.
"Come stai?" ripeti.
Faccio un'altro tiro.
"Benissimo" rispondo.
Che domanda del cazzo. Fare una domanda del genere presuppone ascoltare qualcun'altro al di fuori di te stesso e non ne sei mai stato capace, forse non ne sarai mai capace. L'arroganza che sento in quelle otto lettere mi innervosisce. Credi davvero che io riesca ad esprimere tutto cio' che sento, tutto cio' che compone il mio umore di questo momento in meno di qualche secondo?
Stolto.
Che domanda del cazzo. Odio le domande aventi risposte che a nessuno interessano, odio le domande aventi risposte false nella maggior parte dei casi.
Odio te, forse.
Penso che se ti rispondessi la verità non ci crederesti. Del resto tu credi solo a te stesso.
Penso che se ti rispondessi sinceramente ti stupiresti di cio' che c'è dentro, sì, di quello che sta dentro a quel corpo che tanto ti ha affascinato.
Se ti rispondessi la verità non avresti nemmeno il coraggio di guardarmi negli occhi.
L'arroganza che vedo sul tuo viso mi innervosisce ancora di più, vedo la tua convinzione di sapere tutto di me, persino la risposta a questa domanda.
Tiro fuori il pacchetto di sigarette, ne sfilo una e la poggio tra le labbra.
Il calore della fiamma ne brucia il tabacco e vorrei tanto bruciasse anche cio' che rimane di me stessa in questo momento.
Un tiro, il primo.
Ho voglia di piangere.
Ho voglia di mandarti a fanculo, però con poca dolcezza.
Poi, ti guardo, e dentro ai tuoi occhi ci vedo quella voglia di potermi far sentire male.
Penso tutto questo nel giro di un minuto e mi sento logorare l'anima. Ancora.
"Come stai?" ripeti.
Faccio un'altro tiro.
"Benissimo" rispondo.
giovedì 12 marzo 2009
La ragazza con la valigia - 19. Coffee
Siamo in un bar, uno di quei piccoli bar nascosti tra le vie di New York.
Sorseggiamo due caffè bollenti.
è sempre stato un nostro vizio, tutto nostro. Quasi fosse una coccola teniamo tra le mani una tazza e aspiriamo l'aria di un luogo caldo, confuso.
E così, ti guardo davanti a me.
Tu e quei tuoi dannati occhi verdi.
Non sei cambiato o forse sì...
La tua voce è la stessa, i tuoi capelli hanno lo stesso profumo ed odori ancora di vaniglia e caffè.
Tanto tempo, è passato tanto tempo.
Mentre ti guardo sento riaffiorare quell'anno insieme...
Ti vorrei domandare se la ricordi la luna di quella notte.
Ti vorrei domandare se ti ricordi il piccolo incavo tra il collo e la spalla che adoravi tanto.
Ti vorrei domandare se senti, ora, quello che sento.
Vorrei. Ma sto zitta.
"Charlotte tu es là?"
"Pardonne-moi, J'étais en train de penser"
Già, pensavo.
Pensavo...a noi.
Sento nel mio animo combattere dolcezza e odio. Dolcezza per tutto quello che eravamo, per tutto quello che siamo, per tutto quello che sei...
Odio perchè non sai cosa significa svegliarsi ogni mattina con il peso di un ricordo che non scompare. Una cicatrice, indelebile, sul cuore.
Non lo sai. Non lo puoi sapere.
"Dimmi perchè"
"Perchè cosa?"
"Perchè sei qui?"
"Non lo so..."
"Falso"
"Stronza"
"Sempre stata"
"Sai...rimani sempre bellissima"
Vorrei lamentarmi come mio solito ma stavolta questo complimento lo accetto e lo nascondo in un sorriso.
Ora, una sigaretta insieme non ce la toglie nessuno...
Tiri fuori il tuo solito pacchetto dalla tasca.
"I gusti non cambiano come vedo"
"Eh già"
Una sigaretta sola, passata dalla mia mano alla tua bocca.
Dalla tua bocca alla mia.
Mi guardi.
"Mi sei mancata, davvero."
"Anche tu, davvero."
Non diciamo altro per dieci minuti, aspiriamo semplicemente quello stesso sapore di cancro da quella stessa sigaretta.
In quel momento, capisco...
Sorseggiamo due caffè bollenti.
è sempre stato un nostro vizio, tutto nostro. Quasi fosse una coccola teniamo tra le mani una tazza e aspiriamo l'aria di un luogo caldo, confuso.
E così, ti guardo davanti a me.
Tu e quei tuoi dannati occhi verdi.
Non sei cambiato o forse sì...
La tua voce è la stessa, i tuoi capelli hanno lo stesso profumo ed odori ancora di vaniglia e caffè.
Tanto tempo, è passato tanto tempo.
Mentre ti guardo sento riaffiorare quell'anno insieme...
Ti vorrei domandare se la ricordi la luna di quella notte.
Ti vorrei domandare se ti ricordi il piccolo incavo tra il collo e la spalla che adoravi tanto.
Ti vorrei domandare se senti, ora, quello che sento.
Vorrei. Ma sto zitta.
"Charlotte tu es là?"
"Pardonne-moi, J'étais en train de penser"
Già, pensavo.
Pensavo...a noi.
Sento nel mio animo combattere dolcezza e odio. Dolcezza per tutto quello che eravamo, per tutto quello che siamo, per tutto quello che sei...
Odio perchè non sai cosa significa svegliarsi ogni mattina con il peso di un ricordo che non scompare. Una cicatrice, indelebile, sul cuore.
Non lo sai. Non lo puoi sapere.
"Dimmi perchè"
"Perchè cosa?"
"Perchè sei qui?"
"Non lo so..."
"Falso"
"Stronza"
"Sempre stata"
"Sai...rimani sempre bellissima"
Vorrei lamentarmi come mio solito ma stavolta questo complimento lo accetto e lo nascondo in un sorriso.
Ora, una sigaretta insieme non ce la toglie nessuno...
Tiri fuori il tuo solito pacchetto dalla tasca.
"I gusti non cambiano come vedo"
"Eh già"
Una sigaretta sola, passata dalla mia mano alla tua bocca.
Dalla tua bocca alla mia.
Mi guardi.
"Mi sei mancata, davvero."
"Anche tu, davvero."
Non diciamo altro per dieci minuti, aspiriamo semplicemente quello stesso sapore di cancro da quella stessa sigaretta.
In quel momento, capisco...
Love
Sai, è bello.
Bello, immensamente bello, svegliarsi e avere una ragione.
Avere una ragione per vivere. Per respirare. Per non morire.
Sai, è dolce.
Dolce, immensamente dolce, sentire le sue labbra sulle mie.
Sentire scorrere un brivido lungo la schiena e guardare il mio riflesso nei suoi occhi.
Sai, era da tanto. Tanto tempo.
Era tanto tempo che non stavo così.
Forse giorni, forse mesi, forse anni...forse. O forse no.
Guardo il cielo tinto di turchese stasera e persino questo colore sembra nuovo ai miei occhi.
Persino la sigaretta che sto fumando ora sembra avere un nuovo sapore.
Sai, fa freddo.
Freddo, immensamente freddo, qui dove nessuno ci vede.
Sai, è primavera.
Primavera tinta di fiori e profumi nella mia anima. Nella mia anima.
Sai, è bello.
Bello, immensamente bello, svegliarsi e avere una ragione.
Avere una ragione per vivere.
Sai, sono felice.
Felice.
Ben Harper - Morning Yearning
Bello, immensamente bello, svegliarsi e avere una ragione.
Avere una ragione per vivere. Per respirare. Per non morire.
Sai, è dolce.
Dolce, immensamente dolce, sentire le sue labbra sulle mie.
Sentire scorrere un brivido lungo la schiena e guardare il mio riflesso nei suoi occhi.
Sai, era da tanto. Tanto tempo.
Era tanto tempo che non stavo così.
Forse giorni, forse mesi, forse anni...forse. O forse no.
Guardo il cielo tinto di turchese stasera e persino questo colore sembra nuovo ai miei occhi.
Persino la sigaretta che sto fumando ora sembra avere un nuovo sapore.
Sai, fa freddo.
Freddo, immensamente freddo, qui dove nessuno ci vede.
Sai, è primavera.
Primavera tinta di fiori e profumi nella mia anima. Nella mia anima.
Sai, è bello.
Bello, immensamente bello, svegliarsi e avere una ragione.
Avere una ragione per vivere.
Sai, sono felice.
Felice.
Ben Harper - Morning Yearning
domenica 1 marzo 2009
La ragazza con la valigia - 18. Primo mese
Cammino spedita, in ritardo come al solito.
New York mi accoglie tutte le mattine con il solito sorriso riflesso sui grattacieli e la confusione di una città che non dorme mai.
La mia scuola è sempre uguale e una sigaretta sul tetto non me la toglie nessuno.
Malgrado in alcuni momenti le cose si facciano pesanti bisogna resistere e la mia sigaretta è l'unica ragione per farlo.
Gli adolescenti nel giardino ridono, li sento da qui.
Sento qualche professore sgridarli per i mozziconi lasciati all'entrata.
Finita la mia sigaretta e regalato un pensiero alla persona che fino ad un mese fa' mi faceva compagnia qua sopra torno in classe.
Cinque ore passano molto lentamente, sì decisamente.
Il suono dell'ultima campana libera tutta la vita che c'è in noi, o meglio cio' che ne rimane.
Uscendo da scuola in alcuni momenti, come questo, sento lo sguardo di Ed seguirmi e sorrido perchè ormai non mi rimane altro da fare.
Oggi però noto un ragazzo appoggiato al cancello.
Capelli folti e castani, una felpa blu scuro.
Jeans nè troppo larghi nè troppo stretti e scarpe bianche, consumate.
Cazzo.
Come ha fatto?
Come poteva sapere?
La mia mente poco geniale pensa di passare insieme agli altri cosìcchè lui tra un tiro e l'altro della sua sigaretta non si accorga di me.
Ho paura, paura dei ricordi.
Paura di averlo accanto.
Paura di soffrire, ancora.
Ho paura. Tanta.
Un passo.
Un'altro.
"Charlotte, arrêtes de te cacher et donne-moi un petit bisou"
E quando sento queste parole il rancore e la paura di guardarlo negli occhi mi passa.
Hai sempre avuto degli occhi capaci di uccidermi dentro.
Sì, ci sei riuscito.
Ancora.
Così mi avvicino senza dire niente, così vicina da sentire il tuo respiro sul collo.
Ti abraccio, mi abracci.
"Mercie"
E quando lo pronunci con quella dolcezza, quel grazie, sento un brivido.
Mi stringi e io, piango.
Ne avevo bisogno, un bisogno infinito.
"Credevo di non rivederti più"
Mi sussurri solo di stare zitta vicino all'orecchio.
Così in mezzo a quella marmaglia di adolescenti ti stringo, dopo anni. Troppi anni.
E non so come fai ma averti vicino, ora, mi rende felice.
Sentirti parlare, ora, mi rende felice.
Poterti guardare, ora, mi rende felice.
Grazie...Mathieu.
New York mi accoglie tutte le mattine con il solito sorriso riflesso sui grattacieli e la confusione di una città che non dorme mai.
La mia scuola è sempre uguale e una sigaretta sul tetto non me la toglie nessuno.
Malgrado in alcuni momenti le cose si facciano pesanti bisogna resistere e la mia sigaretta è l'unica ragione per farlo.
Gli adolescenti nel giardino ridono, li sento da qui.
Sento qualche professore sgridarli per i mozziconi lasciati all'entrata.
Finita la mia sigaretta e regalato un pensiero alla persona che fino ad un mese fa' mi faceva compagnia qua sopra torno in classe.
Cinque ore passano molto lentamente, sì decisamente.
Il suono dell'ultima campana libera tutta la vita che c'è in noi, o meglio cio' che ne rimane.
Uscendo da scuola in alcuni momenti, come questo, sento lo sguardo di Ed seguirmi e sorrido perchè ormai non mi rimane altro da fare.
Oggi però noto un ragazzo appoggiato al cancello.
Capelli folti e castani, una felpa blu scuro.
Jeans nè troppo larghi nè troppo stretti e scarpe bianche, consumate.
Cazzo.
Come ha fatto?
Come poteva sapere?
La mia mente poco geniale pensa di passare insieme agli altri cosìcchè lui tra un tiro e l'altro della sua sigaretta non si accorga di me.
Ho paura, paura dei ricordi.
Paura di averlo accanto.
Paura di soffrire, ancora.
Ho paura. Tanta.
Un passo.
Un'altro.
"Charlotte, arrêtes de te cacher et donne-moi un petit bisou"
E quando sento queste parole il rancore e la paura di guardarlo negli occhi mi passa.
Hai sempre avuto degli occhi capaci di uccidermi dentro.
Sì, ci sei riuscito.
Ancora.
Così mi avvicino senza dire niente, così vicina da sentire il tuo respiro sul collo.
Ti abraccio, mi abracci.
"Mercie"
E quando lo pronunci con quella dolcezza, quel grazie, sento un brivido.
Mi stringi e io, piango.
Ne avevo bisogno, un bisogno infinito.
"Credevo di non rivederti più"
Mi sussurri solo di stare zitta vicino all'orecchio.
Così in mezzo a quella marmaglia di adolescenti ti stringo, dopo anni. Troppi anni.
E non so come fai ma averti vicino, ora, mi rende felice.
Sentirti parlare, ora, mi rende felice.
Poterti guardare, ora, mi rende felice.
Grazie...Mathieu.
La ragazza con la valigia - 17. Prima settimana
Una settimana.
Sette giorni.
Centosettantotto ore.
Ottantaquattro illuminate dal sole.
Ottantaquattro illuminate dalla luna.
Diecimilaottanta minuti.
Cinquemilaquaranta illuminati dal sole.
Cinquemilaquaranta illuminati dalla luna.
36288000 secondi.
18144000 illuminati dal sole.
18144000 illuminati dalla luna.
Sette giorni, illuminati dal sole e dalla luna che parlano di te.
Anche se sei lontano, anche se sei distante sto aspettando il tuo ritorno.
Ed.
Sette giorni.
Centosettantotto ore.
Ottantaquattro illuminate dal sole.
Ottantaquattro illuminate dalla luna.
Diecimilaottanta minuti.
Cinquemilaquaranta illuminati dal sole.
Cinquemilaquaranta illuminati dalla luna.
36288000 secondi.
18144000 illuminati dal sole.
18144000 illuminati dalla luna.
Sette giorni, illuminati dal sole e dalla luna che parlano di te.
Anche se sei lontano, anche se sei distante sto aspettando il tuo ritorno.
Ed.
La ragazza con la valigia - 16. Primo giorno
Quando mi sono svegliata stamattina, guardandomi allo specchio, ho pianto.
Mi guardo e boh, non vedo nulla.
Quando mi sono svegliata stamattina, guardandomi allo specchio, mancavi tu.
Mi guardo e boh, non sento nulla.
Ora, senza te.
La vita va avanti mi ripeto, deve andare avanti.
"Charlie è pronta la colazione!" mi urla Lily.
Cammino lentamente, strascico i piedi, sento i pantaloni troppo lunghi e troppo larghi scivolare sul parquet dell'appartamento.
Devo sorridere, mia madre non si deve preoccupare.
"Bonjour ma petite" sorride, è felice, oggi, mia madre.
"Quando smetterai di chiamarmi piccola?"
"Mai" ride e benchè io un po' la vorrei rimproverare un'altra parte di me le vuole troppo bene e accetta anche sentirsi chiamare piccola, però solo da lei.
"Uuuuuuuuh, Charlie c'è una lettera per te" sorridente e un po' cretina Lily me la passa.
"Fammi vedere"
"Daiii Mammmaaaaa"
e qui parte la solita risata generale finchè con un balzo che ha poco del felino e molto dell'elefante la faccio mia.
Studio i caratteri delicati e marcati, i solchi lasciati da una penna blu.
Ascolto la carta aprirsi, gracchiante e felice.
Al suo interno c'è solo un foglio con una frase:
"Ovunque sarò, ovunque sarai, guarderemo sempre lo stesso cielo."
No.
Mi guardo e boh, non vedo nulla.
Quando mi sono svegliata stamattina, guardandomi allo specchio, mancavi tu.
Mi guardo e boh, non sento nulla.
Ora, senza te.
La vita va avanti mi ripeto, deve andare avanti.
"Charlie è pronta la colazione!" mi urla Lily.
Cammino lentamente, strascico i piedi, sento i pantaloni troppo lunghi e troppo larghi scivolare sul parquet dell'appartamento.
Devo sorridere, mia madre non si deve preoccupare.
"Bonjour ma petite" sorride, è felice, oggi, mia madre.
"Quando smetterai di chiamarmi piccola?"
"Mai" ride e benchè io un po' la vorrei rimproverare un'altra parte di me le vuole troppo bene e accetta anche sentirsi chiamare piccola, però solo da lei.
"Uuuuuuuuh, Charlie c'è una lettera per te" sorridente e un po' cretina Lily me la passa.
"Fammi vedere"
"Daiii Mammmaaaaa"
e qui parte la solita risata generale finchè con un balzo che ha poco del felino e molto dell'elefante la faccio mia.
Studio i caratteri delicati e marcati, i solchi lasciati da una penna blu.
Ascolto la carta aprirsi, gracchiante e felice.
Al suo interno c'è solo un foglio con una frase:
"Ovunque sarò, ovunque sarai, guarderemo sempre lo stesso cielo."
No.
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