giovedì 12 marzo 2009

La ragazza con la valigia - 19. Coffee

Siamo in un bar, uno di quei piccoli bar nascosti tra le vie di New York.
Sorseggiamo due caffè bollenti.
è sempre stato un nostro vizio, tutto nostro. Quasi fosse una coccola teniamo tra le mani una tazza e aspiriamo l'aria di un luogo caldo, confuso.
E così, ti guardo davanti a me.
Tu e quei tuoi dannati occhi verdi.
Non sei cambiato o forse sì...
La tua voce è la stessa, i tuoi capelli hanno lo stesso profumo ed odori ancora di vaniglia e caffè.
Tanto tempo, è passato tanto tempo.
Mentre ti guardo sento riaffiorare quell'anno insieme...
Ti vorrei domandare se la ricordi la luna di quella notte.
Ti vorrei domandare se ti ricordi il piccolo incavo tra il collo e la spalla che adoravi tanto.
Ti vorrei domandare se senti, ora, quello che sento.
Vorrei. Ma sto zitta.
"Charlotte tu es là?"
"Pardonne-moi, J'étais en train de penser"
Già, pensavo.
Pensavo...a noi.
Sento nel mio animo combattere dolcezza e odio. Dolcezza per tutto quello che eravamo, per tutto quello che siamo, per tutto quello che sei...
Odio perchè non sai cosa significa svegliarsi ogni mattina con il peso di un ricordo che non scompare. Una cicatrice, indelebile, sul cuore.
Non lo sai. Non lo puoi sapere.
"Dimmi perchè"
"Perchè cosa?"
"Perchè sei qui?"
"Non lo so..."
"Falso"
"Stronza"
"Sempre stata"
"Sai...rimani sempre bellissima"
Vorrei lamentarmi come mio solito ma stavolta questo complimento lo accetto e lo nascondo in un sorriso.
Ora, una sigaretta insieme non ce la toglie nessuno...
Tiri fuori il tuo solito pacchetto dalla tasca.
"I gusti non cambiano come vedo"
"Eh già"
Una sigaretta sola, passata dalla mia mano alla tua bocca.
Dalla tua bocca alla mia.
Mi guardi.
"Mi sei mancata, davvero."
"Anche tu, davvero."
Non diciamo altro per dieci minuti, aspiriamo semplicemente quello stesso sapore di cancro da quella stessa sigaretta.
In quel momento, capisco...

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