Cammino spedita, in ritardo come al solito.
New York mi accoglie tutte le mattine con il solito sorriso riflesso sui grattacieli e la confusione di una città che non dorme mai.
La mia scuola è sempre uguale e una sigaretta sul tetto non me la toglie nessuno.
Malgrado in alcuni momenti le cose si facciano pesanti bisogna resistere e la mia sigaretta è l'unica ragione per farlo.
Gli adolescenti nel giardino ridono, li sento da qui.
Sento qualche professore sgridarli per i mozziconi lasciati all'entrata.
Finita la mia sigaretta e regalato un pensiero alla persona che fino ad un mese fa' mi faceva compagnia qua sopra torno in classe.
Cinque ore passano molto lentamente, sì decisamente.
Il suono dell'ultima campana libera tutta la vita che c'è in noi, o meglio cio' che ne rimane.
Uscendo da scuola in alcuni momenti, come questo, sento lo sguardo di Ed seguirmi e sorrido perchè ormai non mi rimane altro da fare.
Oggi però noto un ragazzo appoggiato al cancello.
Capelli folti e castani, una felpa blu scuro.
Jeans nè troppo larghi nè troppo stretti e scarpe bianche, consumate.
Cazzo.
Come ha fatto?
Come poteva sapere?
La mia mente poco geniale pensa di passare insieme agli altri cosìcchè lui tra un tiro e l'altro della sua sigaretta non si accorga di me.
Ho paura, paura dei ricordi.
Paura di averlo accanto.
Paura di soffrire, ancora.
Ho paura. Tanta.
Un passo.
Un'altro.
"Charlotte, arrêtes de te cacher et donne-moi un petit bisou"
E quando sento queste parole il rancore e la paura di guardarlo negli occhi mi passa.
Hai sempre avuto degli occhi capaci di uccidermi dentro.
Sì, ci sei riuscito.
Ancora.
Così mi avvicino senza dire niente, così vicina da sentire il tuo respiro sul collo.
Ti abraccio, mi abracci.
"Mercie"
E quando lo pronunci con quella dolcezza, quel grazie, sento un brivido.
Mi stringi e io, piango.
Ne avevo bisogno, un bisogno infinito.
"Credevo di non rivederti più"
Mi sussurri solo di stare zitta vicino all'orecchio.
Così in mezzo a quella marmaglia di adolescenti ti stringo, dopo anni. Troppi anni.
E non so come fai ma averti vicino, ora, mi rende felice.
Sentirti parlare, ora, mi rende felice.
Poterti guardare, ora, mi rende felice.
Grazie...Mathieu.
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