giovedì 30 aprile 2009

Perchè.

Hai paura?
No, per niente.
Perchè?
Perchè non centra con i sentimenti, questo. Appartiene al mondo delle cose che non sono nemmeno vagamente sfiorate dai sentimenti, quindi, non ho paura. ...E tu?
Io sì, da morire.


Perchè lo fai?
Perchè è il momento giusto, ora.
Come fai a saperlo?
Non ho nulla da perdere, ora. Questa è una cosa che faccio per me, solo per me. Solo per dare sfogo al mio egocentrismo misto al narcisismo.
Sei sicura?
No. Non riesco ancora a leggermi così profondamente dentro però sento che è la cosa giusta da fare. Sì, ora, è il momento.
Pronta?
Vai, però fammi chiudere gli occhi.
Chiusi. Procedi.

lunedì 27 aprile 2009

Pieces.

Music.


Una, due, tre gocce di pioggia.
Sì, le sto contando.
È da stupidi, lo so. Però è consolante.
Contare le gocce di pioggia mi distrae.
Contandole mi rendo conto che sono di più dei pezzi distrutti di me stessa benché già lo sapessi.
Ho freddo e tremo.
Guardo riflessa alla finestra la mia immagine.
Tutto sommato però la sensazione di avere un coltello nello stomaco è passata, o se non altro è diminuita l'intensità.
Piano piano persino i miei occhi hanno smesso di piangere anche se tutt'ora, ogni tanto, senza che io possa fare nulla, le lacrime scorrono.
Ho smesso persino di farmi domande.
Ho smesso di chiedermi se mentivi prima, ho smesso di chiedermi perchè ti mancassi, ho smesso persino di chiedermi se riuscirò a dimenticare.
Però la mia anima a pezzi la sento. Quella la sento sin troppo bene.
Cullata da una canzone cerco in me una nuova motivazione perchè bisogna andare avanti, si sa.
Sei forte Meg mi dici sempre.
Eppure non ti accorgi di quanto deboli siano le mia gambe, di quanto fragili siano i miei occhi e di quanto leggero sia il mio respiro.
Ed è inevitabile per me ripensare a quello che eravamo.
Perchè, cazzo, per me eravamo unici. Per me.
Ma non sono incazzata, non sono nemmeno amareggiata perchè capisco sin troppo bene cosa ti ha spinto a farlo.
Però, non puoi credere che io sorrida ora.
Saresti un illuso, uno stolto e uno sciocco. Sai benissimo di non esserlo.
L'unica cosa che spero è che tu sia felice. Almeno tu.
"Ehi, al volo" il rumore del sacchetto preso dalle tue mani ha rieccheggiato in quella galleria.
"E ora lasciami andare"
"Così, di brutto?"
"Ho già abbastanza ricordi, faranno già abbastanza male quelli"
Lo sai cosa significava quella maglietta.
Lo sai benissimo.
Era giusto la tenessi tu.
Ed ora, curerò le mie ferite e volterò pagina.
Ed ora il vento continua a viaggiare lontano dal mondo e lontano dal tempo.
Mi mancherai, probabilmente troppo. Ma, questo, non è di tuo interesse.
Una, due, tre gocce di pioggia.
Prima o poi persino la pioggia smetterà di cadere.

Ed un giorno io ti chiederò d'amarmi.
Te ne sei andato il giorno in cui hai scoperto che t'amavo.

Ma va bene così. È giusto così.

venerdì 10 aprile 2009

Treno.

Purtroppo, è ora di tornare a casa.
Guardo fuori dal finestrino del treno.
Accompagnate dalla nostra musica scorrono le immagini di questa giornata.
Una giornata per noi. Solo una giornata per noi.
La nostra giornata.
Quanto vorrei che queste ore non fossero finite.
Quanto desidero tornare a quel parco stretta a te.
Appoggiato alla mia spalla non immagini nemmeno quanto tu sia bello.
Sento il tuo profumo di mela misto ad amore coccolarmi e le tue mani cercare le mie.
Vorrei dirti tante cose, ora. Ma non lo faccio.
Preferisco godermi questo silenzio, tranquilla.
In una danza elegante di ricordi e felicità.
In fondo con te persino il silenzio, su questo treno, ha un senso.
Non lo sai, ma i miei occhi sono bagnati da qualche lacrima. Lacrime di felicità, però.
Vorrei, davvero, tornare indietro. In quella città. A questa giornata.
Però il treno continua il suo viaggio sulle rotaie e i nostri cuori con lui.
Non li puoi sentire i miei brividi nello starti accanto, non la puoi sentire la mia felicità.
Io...io non so. Non trovo le parole.
Ho passato metà della mia vita ad amarle, le parole, ed ora me le ritrovo rubate. Da te.
Si dice che le parole di uno scrittore vengano rubate solo rubandogli il cuore.
E ora, ti prego, stringimi ancora.
Ora, sono felice, immensamente felice.

venerdì 3 aprile 2009

Rispondimi.

Have you ever felt this free in such a small world?
So light that if you'd leave you may not return?

Sclero.

L'arte paleocristiana, non ho voglia di prendere appunti. Domani mi faccio interrogare? Mah. Je ne sais pas. Oro_valore, ma che stronzata! Peso, massa. Ma quando, dico io, faremo della sana arte. Monet, Picasso quella è davvero gran bell'arte. Dio, se solo penso a quella mostra. Mostriciattolo come stai? Ti sei addormentato ieri sera? L'hai letto il mio messaggio? Scrivimi, uffi...Costantino era uno sfigato, ma proprio un coglione!
La basilica, se de che?! Ronga è simpatico, brutto, coccoloso e ironico ma ammettiamolo è logorroico. Ma poi si fa sempre l'amore...O mio dolce Mathieu, dio quanto bello sei.
Bene, parliamoci chiaramente...io, sono distrutta. Attacchi di panico, nausea, malditesta, vomito. Sarò mica incinta?
Il terreno ha un costo, sì e pure la mia salute. Voglio una camicia, o meglio, voglio la tua camicia.
Ho finito le sigarette, schifo! Ecchecazzo. Stai copiando latino, catacombe caratteri particolari. Ridotta ai minimi termini, prof la stimo però a volte spara delle stronzate epiche, giusto perchè le piace Bridi.
Tell me who you are...simbologia. Storia, vomito, arte, amore. Pavone simbolo eternità dell'anima, porello solo perchè per decomporsi ci mette un po'. Ho ancora i capelli bagnati, blahf. Culture barbariche, invasioni barbariche, gran bel programma quello. Tu stappi la bottiglia mentre io mi accendo la canna, ho fatto mille errori e ne farò di peggiori. Ma perchè, cristo, perchè cazzo è che non sta zitto?! Ha suonato un cellulare, si sta scaricando.
Odio il rumorino dei tasti dell'N70, perchè non mi veniva in mente. Edificio che svolgeva una funzione civile, sì ma che cazzo se addirittura una basilica ha una funzione civile noi che cazzo siamo? Dio? Probabilmente. Massenzio è un nome veramente di merda e sostengo fermamente il suo omicidio, il bello è che non so nemmeno com'è morto. Finita la riga, finita la pagina, finita.

Quando non hai voglia di prendere appunti ed incroci un flusso di coscienza all'arte viene fuori qualcosa di simile. Ora, sarai soddisfatta.

Music.

Alza il volume.
Fallo per me.
Brividi sensuali, movimenti lenti, luci, ombre.
In questo momento non me ne fotte niente del mondo.
Niente.
Il mondo, nella mia testa, appare come qualcosa di inesistente.
Sento solo le note correre nelle mie vene.
Il tutto si trasforma in un movimento.
Alza il volume.
Fallo per me.
Ancora e ancora.
Scorrone le immagini di questo momento troppo veloci nella mia testa.
Uno, due, tre.
Ritmo, musica, ballo.
Ogni parte di me sente la musica.
La testa pesa troppo e i pensieri sono scomparsi.
Amami, ora, tu. Musica.
Il mio corpo si muove solo per te.
Il mio respiro si nutre solo di te.
Sono tua, musica.


Ricordo di una sera passata a ballare, senza pensieri, senza preoccupazioni. Solo sano divertimento.