Quando mi sono svegliata stamattina, guardandomi allo specchio, ho pianto.
Mi guardo e boh, non vedo nulla.
Quando mi sono svegliata stamattina, guardandomi allo specchio, mancavi tu.
Mi guardo e boh, non sento nulla.
Ora, senza te.
La vita va avanti mi ripeto, deve andare avanti.
"Charlie è pronta la colazione!" mi urla Lily.
Cammino lentamente, strascico i piedi, sento i pantaloni troppo lunghi e troppo larghi scivolare sul parquet dell'appartamento.
Devo sorridere, mia madre non si deve preoccupare.
"Bonjour ma petite" sorride, è felice, oggi, mia madre.
"Quando smetterai di chiamarmi piccola?"
"Mai" ride e benchè io un po' la vorrei rimproverare un'altra parte di me le vuole troppo bene e accetta anche sentirsi chiamare piccola, però solo da lei.
"Uuuuuuuuh, Charlie c'è una lettera per te" sorridente e un po' cretina Lily me la passa.
"Fammi vedere"
"Daiii Mammmaaaaa"
e qui parte la solita risata generale finchè con un balzo che ha poco del felino e molto dell'elefante la faccio mia.
Studio i caratteri delicati e marcati, i solchi lasciati da una penna blu.
Ascolto la carta aprirsi, gracchiante e felice.
Al suo interno c'è solo un foglio con una frase:
"Ovunque sarò, ovunque sarai, guarderemo sempre lo stesso cielo."
No.
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