Purtroppo, è ora di tornare a casa.
Guardo fuori dal finestrino del treno.
Accompagnate dalla nostra musica scorrono le immagini di questa giornata.
Una giornata per noi. Solo una giornata per noi.
La nostra giornata.
Quanto vorrei che queste ore non fossero finite.
Quanto desidero tornare a quel parco stretta a te.
Appoggiato alla mia spalla non immagini nemmeno quanto tu sia bello.
Sento il tuo profumo di mela misto ad amore coccolarmi e le tue mani cercare le mie.
Vorrei dirti tante cose, ora. Ma non lo faccio.
Preferisco godermi questo silenzio, tranquilla.
In una danza elegante di ricordi e felicità.
In fondo con te persino il silenzio, su questo treno, ha un senso.
Non lo sai, ma i miei occhi sono bagnati da qualche lacrima. Lacrime di felicità, però.
Vorrei, davvero, tornare indietro. In quella città. A questa giornata.
Però il treno continua il suo viaggio sulle rotaie e i nostri cuori con lui.
Non li puoi sentire i miei brividi nello starti accanto, non la puoi sentire la mia felicità.
Io...io non so. Non trovo le parole.
Ho passato metà della mia vita ad amarle, le parole, ed ora me le ritrovo rubate. Da te.
Si dice che le parole di uno scrittore vengano rubate solo rubandogli il cuore.
E ora, ti prego, stringimi ancora.
Ora, sono felice, immensamente felice.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)

Nessun commento:
Posta un commento